Genocidio politico
Penso a quanto era bello intelligente sensibile umano il popolo comunista del PCI di Togliatti. di Longo di Natta e degli altri grandi segretari del PCI. Un popolo di milioni e milioni di persone che leggeva era elevato culturalmente ed era capace di fare dei festival dell'Unità festival della Cultura e della Politica. Una cultura politica quella comunista che penetrava profondamente nella società italiana migliorandola. Una cultura "egemonica" che non era violenta convinceva trascinava era legata ai sentimenti più grandi di giustizia sociale di libertà di progresso di vera democrazia. Penso alle centinaia di migliaia di copie dell'Unità che si vendevano ma anche dell'Avanti che nel marzo del 1953 nel paginone centrale listato a lutto salutava la morte di Giuseppe Stalin come la caduta di un padre dell'umanità.
Ora il popolo del PD e quel poco che è rimasto del PSI non hanno più valori. Accettano il peggiore e più miserabile machiavellismo della politica italiana, subiscono la perdita dell'art.18 e le pensioni a 70 anni e soltanto per una manciata di spiccioli. Accettano in nome del liberismo e delle imprese tutti gli interessi del capitalismo italiano che è uno dei più avidi e meschini del mondo.
Come ha potuto il magnifico e grande popolo comunista diventare il popolo del PD che applaude Renzi e Letta ed accetta di allearsi con Casini?
lunedì 3 settembre 2012
domenica 2 settembre 2012
i poteri del generale
Pietro Ancona
I poteri del Generale - 3 settembre 1982
Il Generale della Chiesa chiedeva poteri speciali per portare avanti la sua
lotta alla mafia siciliana. La sua intenzione era di sdradicarla e questa
sua volontà incombeva sulla società siciliana e generava allarme nelle
cosche mafiose. Il Generale era giunto a Palermo come Prefetto. Presidente
del Consiglio dei Ministri era Giulio Andreotti sospettato da molti di avere
un rapporto speciale con la mafia siciliana rapporto mediato a Palermo
dall'On.Le Lima e nella Sicilia orientale dall'On.le Drago.L'On.le Lima
sarebbe stato ucciso dalla mafia nel 1992 uno degli anni horribilis della
storia mafiosa di questo disgraziato Paese.
La questione della concessione dei poteri speciali divideva le forze
politiche siciliane. C'era chi era favorevole ma anche chi era decisamente
contrario. Il segretario regionale della DC era contrario ma non perchè
fosse mafioso o intimidito o condizionato dalla mafia. L'On.Le Rosario
Nicoletti era contrario perchè riteneva che la lotta alla mafia dovesse
condursi senza alterare la normalità dell'ordine costituzionale e dei
poteri. Non era convinto della necessità di cedere poteri speciali ad un
Prefetto un Generale mandato dallo Stato e certamente pensava che non fosse
giusto questa forma impropria di commissariamento della Sicilia. L'On.le
Rosario Nicoletti si sarebbe ucciso lanciandosi dalla tromba delle scale
della sua abitazione nel novembre del 1984. Un mistero la sua morte che non
è mai stato penetrato ma io, avendolo conosciuto, dubito molto che si
sarebbe ucciso motu proprio per una propria personale scelta esistenziale.
Era persona di grande razionalità e certamente una delle menti più brillanti
della politica siciliana. Con Piersanti Mattarella facevano un tandem
strepitoso.
Presso l'Assemblea regionale siciliana era costituita una Commissione
Antimafia fatta dai partiti dai sindacati regionali e dai rappresentanti
delle associazioni industriali ed agricole. La Commissione era presieduta
dal Presidente dell'Ars a quel tempo l'On:le Michelangelo Russo. Io ne
facevo parte in quanto segretario regionale della CGIL. Luigi Cocilovo e
Roberto Franchi vi rappresentavano rispettivamente la Cisl e l'Uil. Il PSI
era rappresentato da Salvatore Lauricella e la DC da Rosario Nicoletti.
Segretario regionale del PCI era Luigi Colaianni che aveva preso il posto di
Pio La Torre assassinato il 30 aprile di quello stesso anno.
Ricordo che prima della riunione della Commissione Antimafia dell'Ars
abbiamo avuto un incontro preventivo i tre segretari regionali nella sede
dell'UIL siciliana in via Enrico Albanese. Cocilovo era della stessa
opinione di Nicoletti. Era contrario alla concessione dei poteri speciali.
Io invece ero allarmato dal fatto che si discutesse di questo problema e che
ci fossero tentennamenti delle istituzioni. Ero decisamente a favore dei
poteri speciali e convinsi Franchi e Cocilovo ad assumere una posizione
unitaria nella Commissione. Così andò. Tuttavia dalla Commissione non uscì
una decisione senza se e senza ma per i poteri speciali.
Qualche giorno dopo il generale Della Chiesa veniva massacrato assieme alla
sua giovane moglie Emanuela Setti Carraro. Erano una coppia assai romantica.
Il fatto che il Generale avesse l'amore di questa giovane signora ne rendeva
la figura assai fascinosa e circondata da un alone poetico che ha colpito
tutte le persone che abbiamo vissuto intensamente quel periodo tragico ed
oscuro della insanguinata storia della Sicilia.
Alla luce delle cose che si sono recentemente sapute sul rapporto
mafia-Stato credo che bisognerebbe rianalizzare tutta la vicenda
dell'assassinio del Generale e della moglie. Per capire quale nido di vipere
è stato messo in allarme dalla presenza di un Generale che prometteva
davanti ai ragazzi ed alle ragazze dei licei palermitani lotta senza
quartiere fino alla vittoria alle cosche ed ai loro sporchi interessi.
Pietro Ancona
I poteri del Generale - 3 settembre 1982
Il Generale della Chiesa chiedeva poteri speciali per portare avanti la sua
lotta alla mafia siciliana. La sua intenzione era di sdradicarla e questa
sua volontà incombeva sulla società siciliana e generava allarme nelle
cosche mafiose. Il Generale era giunto a Palermo come Prefetto. Presidente
del Consiglio dei Ministri era Giulio Andreotti sospettato da molti di avere
un rapporto speciale con la mafia siciliana rapporto mediato a Palermo
dall'On.Le Lima e nella Sicilia orientale dall'On.le Drago.L'On.le Lima
sarebbe stato ucciso dalla mafia nel 1992 uno degli anni horribilis della
storia mafiosa di questo disgraziato Paese.
La questione della concessione dei poteri speciali divideva le forze
politiche siciliane. C'era chi era favorevole ma anche chi era decisamente
contrario. Il segretario regionale della DC era contrario ma non perchè
fosse mafioso o intimidito o condizionato dalla mafia. L'On.Le Rosario
Nicoletti era contrario perchè riteneva che la lotta alla mafia dovesse
condursi senza alterare la normalità dell'ordine costituzionale e dei
poteri. Non era convinto della necessità di cedere poteri speciali ad un
Prefetto un Generale mandato dallo Stato e certamente pensava che non fosse
giusto questa forma impropria di commissariamento della Sicilia. L'On.le
Rosario Nicoletti si sarebbe ucciso lanciandosi dalla tromba delle scale
della sua abitazione nel novembre del 1984. Un mistero la sua morte che non
è mai stato penetrato ma io, avendolo conosciuto, dubito molto che si
sarebbe ucciso motu proprio per una propria personale scelta esistenziale.
Era persona di grande razionalità e certamente una delle menti più brillanti
della politica siciliana. Con Piersanti Mattarella facevano un tandem
strepitoso.
Presso l'Assemblea regionale siciliana era costituita una Commissione
Antimafia fatta dai partiti dai sindacati regionali e dai rappresentanti
delle associazioni industriali ed agricole. La Commissione era presieduta
dal Presidente dell'Ars a quel tempo l'On:le Michelangelo Russo. Io ne
facevo parte in quanto segretario regionale della CGIL. Luigi Cocilovo e
Roberto Franchi vi rappresentavano rispettivamente la Cisl e l'Uil. Il PSI
era rappresentato da Salvatore Lauricella e la DC da Rosario Nicoletti.
Segretario regionale del PCI era Luigi Colaianni che aveva preso il posto di
Pio La Torre assassinato il 30 aprile di quello stesso anno.
Ricordo che prima della riunione della Commissione Antimafia dell'Ars
abbiamo avuto un incontro preventivo i tre segretari regionali nella sede
dell'UIL siciliana in via Enrico Albanese. Cocilovo era della stessa
opinione di Nicoletti. Era contrario alla concessione dei poteri speciali.
Io invece ero allarmato dal fatto che si discutesse di questo problema e che
ci fossero tentennamenti delle istituzioni. Ero decisamente a favore dei
poteri speciali e convinsi Franchi e Cocilovo ad assumere una posizione
unitaria nella Commissione. Così andò. Tuttavia dalla Commissione non uscì
una decisione senza se e senza ma per i poteri speciali.
Qualche giorno dopo il generale Della Chiesa veniva massacrato assieme alla
sua giovane moglie Emanuela Setti Carraro. Erano una coppia assai romantica.
Il fatto che il Generale avesse l'amore di questa giovane signora ne rendeva
la figura assai fascinosa e circondata da un alone poetico che ha colpito
tutte le persone che abbiamo vissuto intensamente quel periodo tragico ed
oscuro della insanguinata storia della Sicilia.
Alla luce delle cose che si sono recentemente sapute sul rapporto
mafia-Stato credo che bisognerebbe rianalizzare tutta la vicenda
dell'assassinio del Generale e della moglie. Per capire quale nido di vipere
è stato messo in allarme dalla presenza di un Generale che prometteva
davanti ai ragazzi ed alle ragazze dei licei palermitani lotta senza
quartiere fino alla vittoria alle cosche ed ai loro sporchi interessi.
Pietro Ancona
sabato 1 settembre 2012
foglietti sparsi
Un Comitato Socialista per la lista di sinistra Fava
I socialisti siciliani hanno l'occasione di ritrovare se stessi in uno schieramento di sinistra e di progressisti che si costituisce attorno a Fava. E' innaturale il sostegno dei socialisti a Crocetta come lo fu a Capezzoni (che poi li lasciò con un palmo di naso) come lo fu per Ferrandelli alleato tramite Cracolici con Lombardo. E' stato sconcertante farsi imporre da Nencini la leadership di Vizzini che per decenni era stato importante uomo del gruppo dirigente berlusconiano.
Invito i socialisti siciliani a fare un comitato e prendere contatto con Fava per concordare le modalità di una campagna elettorale che deve portare davvero ad un rinnovamento dell'Isola liberandola dall'egemonismo della destra e del PD che sono e saranno alleati per continuare l'opera del governo Lombardo.
La contraddizione
Preciso che nel sostenere Fava e la sua coalizione e nell'invitare i socialisti a votarlo è perchè non vedo nessuna altra possibilità di voto. Dovrei astenermi dal votare e scegliere una strada alternativa che potrebbe essere quella dei referendum e delle alternative territoriali. Ma la gente è ancora malatissima di elezioni. Se non va a votare si sente male! Crede di essere esclusa dal consorzio dei cittadini, di regredire in chissà quale abiezione. Eppure potremmo e dovremmo imparare la civiltà del non voto. Io non condivido tante posizioni di IDV e della federazione della sinistra che spesso si presta a farsi strumentalizzare dalle campagne CIA una volta contro la Libia e l'altra contro la Siria o contro la Russia. Ferrero ha financo sottoscritto il Pornoappello delle Pussy Pussy scambiandolo per sostegno alla libertà di opinione. Questo mentre le posizioni verso gli USA diventano sempre più morbide e non si dice niente su una società in cui la gente di colore nero viene uccisa per la strada da poliziotti che si divertono a farne tiro a segno.
Sono contraddittorio e sostengo il voto a Fava. Credo che nello spazio politico che si è scelto c'è anche volente o nolente un qualcosa che lo spinge a sinistra e spingerà a sinistra la coalizione. Non potrà fare le porcherie di Lombardo e dei suoi sostenitori. Ecco perchè sostengo Fava anche si mi piacerebbe moltissimo chiudere per sempre la partita con questa regione che anche se amministrata con le migliori intenzioni sarà sempre un peso per i siciliani.
La democrazia- spettacolino degli USA
Squallore volgarità ingiurie spettacolini per bambini che divertono gli infantilizzati americani battute e battutine per nascondere l'allucinante vuoto di ideali e la assoluta lontananza dai problemi delle popolazioni americane dai due candidati Romney e Obama marionette delle multinazionali che li manovrano con i finanziamenti. Questa è la Nazione-guida della democrazia? Uno Stato in perenne stato elettorale i cui Presidenti si muovono sulla base di sondaggi influenzati da massmedia proprietà delle multinazionali e degli affaristi delle armi e delle guerre.
http://www.repubblica.it/esteri/2012/08/31/foto/tampa_clint_alla_convention-41747775/1/?ref=HREA-1
Professori solo per concorso
Tutti coloro che sono arrivati al governo chiamati dal Governor dell'Italia perdono la testa o se si inebriano dei gas esilaranti che avvolgono il loro cervello quando i carabinieri di guardia si schiaffano sull'attenti o il commesso di corridoio fa tanto di salamelecco.
La mattina appena svegli si dicono: che mi invento oggi? Quale proposta potrò fare?
Il Ministro alla Istruzione (hanno concellato pubblica in omaggio al Vaticano) stamane ha avuto una pensata rivoluzionaria e come tutti i suoi colleghi vuole fare la sua piccola rivoluzione nella grande rivoluzione del Gran Maestro Monti: vuole abolire le graduatorie degli insegnanti ed assumere nella scuola soltanto per concorso pubblico. Una cosa che forse lo metterà in conflitto un un'alta iperliberista del suo governo che vuole affidare soltanto ai Presidi l'assunzione degli insegnanti ad libitum di questi. Ma forse non c'è alcun contrasto e bisogna scoprire dove è il trucco. Una cosa proposta dalla banda che si è seduta al Governo non può essere niente di buono nè per la gente nè per l'Italia.
Insomma questo Ministro, la Fornero, tutti i colleghi hanno sempre le mani in pasta nella madia dove hanno messo ad impastare i lavoratori e le lavoratrici di questo Paese. Studiano notte e giorno come levare il tappeto dove la gente sta passando e farla ruzzolare in terra. Ma quando potremo avere un pochino di pace e mandare tutti questi "rivoluzionari" con un reddito medio di due o tre milioni a testa al quel paese, magari a calci in culo per il male che si stanno facendo?
Al Qaeda, Fratelli Musulmani alleati degli USA e della Nato
Gli USA si sono alleati con tutto il terrorismo mondiale per aggredire e dissanguare la Siria. Al Qaeda è al centro di questa alleanza con i Fratelli Musulmani che vengono premiati con l'insediamento al potere se le azioni hanno successo come è accaduto il Libia ed in Egitto ed in Tunisia Il popolo egiziano è stato ingannato ed ha pagato con mille morti il nuovo dominio americano tramite il Fratello Morsi. Popolo ingannato che continuerà a morire di fame. Gli Usa hanno inaugurato l'alleanza con il terrorismo cominciando dalle Torri Gemelle che sono state minuziosamente minate e poi aggredite da aerei che sono stati consegnati ai terroristi dagli stessi USA.
sabato 25 agosto 2012
feliciano Rossitto
Feliciano Rossitto
Feliciano Rossitto era deputato comunista all'Ars quando Fernando Santi, il grande prestigioso segretario aggiunto della CGIL che guidava con saggezza l assieme ad Agostino Novella venne a proporcelo al Comitato Regionale della CGIL in sostituzione di Pio La Torre che tornava al PCI per un incarico nazionale che lo avrebbe trattenuto a Roma fino al suo fatale ritorno in Sicilia all'inizio degli anni ottanta. Era un comunista elitario con una visione illuministica della politica.Riteneva che la realtà si sarebbe potuto cambiare non solo con le lotte ed il movimento della società ma attraverso accordi tra illuminati dirigenti della politica e del potere industriale. Era amico di Rosario Nicoletti e di Nicola Capria segretari della DC e del PSI. Capria per un certo periodo di tempo vice presidente della regione. Si trovò a gestire la lotta per l'abolizione delle zone salariali e questa la fece con la CGIL nelle piazze. Fu fondatore assieme a me ed altri 15 compagni del Direttivo della CGIL nazionale del Sindacato Scuola che fino allora era una componente chiamata "quarta mozione" del sindacato nazionale scuola. PCI e PSI erano contrari a farne un sindacato della CGIL. Tristano Codignola grande intellettuale del PSI era decisamente contrario. Riuscimmo a fare approvare dal Direttivo della CGIL (contraria la segreteria nazionale Sc heda Trentin ed altri) una risoluzione che impegnava per la fondazione di un sindacato scuola che in effetti fu poi fondato e diede grandissime soddisfazioni ai compagni professori e non della scuola al movimento sindacale ed alla sinistra italiana.
Io e Feliciano Rossitto abbiamo dovuto combattere un'altra pesante battaglia dentro la CGIL per l'abolizione delle gabbie salariali. La questione delle gabbie era scoppiata nel Sud a Catania ed in Sardegna con scioperi molto forti. La CGIl riunì tutte le strutture meridionali al Maschio Angioino di Napoli dove per due giorni dibattemmo il tema. La CGIL Nazionale era contraria. Contrariissimi Rinaldo Scheda e Bruno Trentin uomini eminentissimi. Riuscimmo a metterli in minoranza ed avviare un movimento che si concluse con l'abolizione delle gabbie salariali. Certo eravamo favoriti dalla spinta ascensionale delle masse che sembrava irresistibile e anche dal PSI al governo che appoggiava apertamente questo genere di rivendicazioni catalogate sotto il titolo "modernizzazione democratica dell'Italia".
Feliciano fu anche protagonista della vicenda scaturita dai fatti di Avola. La polizia sparò ed uccise due braccianti ma l'emozione che scatenò nel paese quel terribile episodio portò alla riforma del collocamento e fece del caporalato un vero e proprio reato (Ora il caporalato è gestito dalle agenzie interinali e quello della intermediazione mafiosa della mano d'opera straniera non viene neppure rilevato!!)
Fu anche importante propagonista della ricostruzione del Belice dopo il terribile terremoto. Affluirono in Sicilia anche per merito suo aiuti da tutta Italia e specialmente dall'Emilia Rossa.
Amministrava la CGIL con la parsimonia tipica dei ragusani. Avevo bisogno di una auto e mi vendette la vecchia seicento della CGIL per 250 mila lire. Una cifra notevole per me che ne guadagnavo meno di un terzo al mese! La seicento era priva della spalliera del sedile di guida e Giuseppina per qualche tempo la guidò reggendosi con il volante da Palermo a Mezzojuso dove insegnava e dove si recava tutti i giorni a spese sue!
lunedì 20 agosto 2012
azzo toni
Azzo Toni
Nel 1953 la Direzione del PSI commissariò la Federazione di Agrigento. . Persona di spicco del partito agrigentino era l'On.le Giosuè Fiorentino di Palma di Montechiaro che era stato sottosegretario di Stato nel governo De Gasperi. Fiorentino era stato accusato da Michele Pantaleone di accettare voti dalla mafia. Cosa che successivamente fu smentita dallo stesso Pantaleone che chiese scusa ma che tuttavia aveva allarmato la Direzione. Salvatore Lauricella e Filippo Lentini non erano ancora importanti come sarebbero diventati dopo.
Azzo Toni era un vigoroso settantenne elegantemente vestito e pettinato con una scrima che tagliava in due i capelli argentei. Era un fiero antifascista licenziato dalle Ferrovie dello Stato per ordine di Mussolini. Era stato membro del CLN di Genova e trattò in quanto tale la resa dei tedeschi (ho trovato per caso in internet un raro documento con la sua foto e quella degli altri membri del CLN). Completamente estraneo alla realtà agrigentina aveva tuttavia portato nel Partito una ventata di buona cultura. Aveva una memoria prodigiosa. Ricordava tutti gli spartiacque (sic) d'Italia che si facevano imparare nelle scuole medie di un tempo e recitava lunghi brani del Cirano di Bergerac ( cos'è un bacio? Un apostrofo etcc...). Fu Commissario per quasi tre anni. Il Partito agrigentino fu ingrato e duro con lui. Non fu tra i delegati al Congresso di Venezia. La Federazione di Agrigento delegò cinque autonomisti tre nenniani e due lombardiani. Nessuno della sinistra alla quale apparteneva Azzo Toni e che tuttavia a Venezia avrebbe preso la maggioranza del Comitato Centrale mettendo Pietro Nenni in minoranza e quasi spingendolo alle dimissioni. TRa i due lombardiani uno ero io. Ero stato eletto dopo una durissima competizione sopratutto per merito della sezione giovanile di Favara capeggiata dal mio grande amico Calogero Lombardo che minacciò la Sezione di non votare Lauricella se non avessero votato anche per me. Avevo venti anni ed ero uno dei pià giovani delegati al Congresso di Venezia. Come ho già detto Azzo Toni fu del tutto ignorato.
Ho un ricordo straordinario del Congresso dominato da una fascinosa relazione di Pietro Nenni. Parlò per circa tre ore che volarono. Pietro Nenni era molto diligente e le sue relazioni erano tutte scritte. Avendo problemi di vista erano scritte a caratteri molti grossi. Altro oratore eccezionale era Riccardo Lombardi ingegnere originario di Regalbuto, antifascista, Prefetto di Milano, autore del progetto di nazionalizzazione dell'industria elettrica che avrebbe realizzato il primo governo di centro-sinistra. Lombardi parlava senza appunti ma la concatenazione logica delle sue argomentazioni era ferrea scintillante e trascinatrice. Il Congresso di Venezia aggiornava la linea del Partito dopo i fatti di Ungheria. Ci fu il primo strappo con i comunisti e si gettarono le basi dell'incontro con la DC. Nenni vinse politicamente il Congresso ma perse il controllo del Partito. La maggioranza del CC era vecchiettiana. Lauricella che era segretario della federazione non fu eletto nel CC e tornò a casa assai contrariato.
Venezia mi deprimeva. Erano giornate invernali con l'acqua della laguna scura. La città mi sembrava irreale, una specie di teatro disabitato di tanto in tanto invaso dai turisti. Era carissima. Sono eretico se dico che Venezia non mi è piaciuta?
Nel 1953 la Direzione del PSI commissariò la Federazione di Agrigento. . Persona di spicco del partito agrigentino era l'On.le Giosuè Fiorentino di Palma di Montechiaro che era stato sottosegretario di Stato nel governo De Gasperi. Fiorentino era stato accusato da Michele Pantaleone di accettare voti dalla mafia. Cosa che successivamente fu smentita dallo stesso Pantaleone che chiese scusa ma che tuttavia aveva allarmato la Direzione. Salvatore Lauricella e Filippo Lentini non erano ancora importanti come sarebbero diventati dopo.
Azzo Toni era un vigoroso settantenne elegantemente vestito e pettinato con una scrima che tagliava in due i capelli argentei. Era un fiero antifascista licenziato dalle Ferrovie dello Stato per ordine di Mussolini. Era stato membro del CLN di Genova e trattò in quanto tale la resa dei tedeschi (ho trovato per caso in internet un raro documento con la sua foto e quella degli altri membri del CLN). Completamente estraneo alla realtà agrigentina aveva tuttavia portato nel Partito una ventata di buona cultura. Aveva una memoria prodigiosa. Ricordava tutti gli spartiacque (sic) d'Italia che si facevano imparare nelle scuole medie di un tempo e recitava lunghi brani del Cirano di Bergerac ( cos'è un bacio? Un apostrofo etcc...). Fu Commissario per quasi tre anni. Il Partito agrigentino fu ingrato e duro con lui. Non fu tra i delegati al Congresso di Venezia. La Federazione di Agrigento delegò cinque autonomisti tre nenniani e due lombardiani. Nessuno della sinistra alla quale apparteneva Azzo Toni e che tuttavia a Venezia avrebbe preso la maggioranza del Comitato Centrale mettendo Pietro Nenni in minoranza e quasi spingendolo alle dimissioni. TRa i due lombardiani uno ero io. Ero stato eletto dopo una durissima competizione sopratutto per merito della sezione giovanile di Favara capeggiata dal mio grande amico Calogero Lombardo che minacciò la Sezione di non votare Lauricella se non avessero votato anche per me. Avevo venti anni ed ero uno dei pià giovani delegati al Congresso di Venezia. Come ho già detto Azzo Toni fu del tutto ignorato.
Ho un ricordo straordinario del Congresso dominato da una fascinosa relazione di Pietro Nenni. Parlò per circa tre ore che volarono. Pietro Nenni era molto diligente e le sue relazioni erano tutte scritte. Avendo problemi di vista erano scritte a caratteri molti grossi. Altro oratore eccezionale era Riccardo Lombardi ingegnere originario di Regalbuto, antifascista, Prefetto di Milano, autore del progetto di nazionalizzazione dell'industria elettrica che avrebbe realizzato il primo governo di centro-sinistra. Lombardi parlava senza appunti ma la concatenazione logica delle sue argomentazioni era ferrea scintillante e trascinatrice. Il Congresso di Venezia aggiornava la linea del Partito dopo i fatti di Ungheria. Ci fu il primo strappo con i comunisti e si gettarono le basi dell'incontro con la DC. Nenni vinse politicamente il Congresso ma perse il controllo del Partito. La maggioranza del CC era vecchiettiana. Lauricella che era segretario della federazione non fu eletto nel CC e tornò a casa assai contrariato.
Venezia mi deprimeva. Erano giornate invernali con l'acqua della laguna scura. La città mi sembrava irreale, una specie di teatro disabitato di tanto in tanto invaso dai turisti. Era carissima. Sono eretico se dico che Venezia non mi è piaciuta?
lunedì 23 luglio 2012
i forestali siciliani sono pochi
I forestali siciliani sono pochi!
Vorrei spezzare una lancia a favore dei lavoratori forestali siciliani che scandalizzano in ben pensanti con la pancia piena di tutta Italia che non trovano di meglio che sparlare dei lavoratori oggi aggrediti da tutti e non difesi dai loro sindacati che sono diventati maggiordomi del governo e del padronato. Il fatto che siano trentamila fa strillare allo scandalo mentre non si trova niente da dire sugli stipendi miliardari delle alte cariche della pubblica amministrazione compresa quella siciliana.
I lavoratori forestali sono braccianti agricoli appartenenti a 4 categorie : eccezionali, occasionali,abituali e permanenti. Gli eccezionali fanno 50 giornate l'anno, gli occasionali 100, gli abituali 150, i permanenti 200 ( ripeto a memoria ma non credo di sbagliare. Gli elenchi sono fatti un base ad una precisa legge che risale ad alcuni decenni. I lavoratori effettivi permanenti sono soltanto poche migliaia ed inadeguati tenuto conto che la Sicilia non è regione marinara come si può facilmente arguire dal fatto che è circondata dal mare ma una regione montagnosa la cui altitudine media è assai elevata. L'Etna è una delle montagne più alte di Europa. La divisione del lavoro in queste quattro categorie è stata fatta per dare lavoro e pane anche se un piccola quantità ai 400 comuni siciliani. La Sicilia ha 6 milioni di abitanti.
Se volete sapere la mia opinione i trentamila forestali sono pochi e questo giudizio può essere confermato dagli esperti della forestazione. Si tratta di trentamila persone che fanno un lavoro che potrebbe essere fatto soltanto da 5 mila di loro e che appunto vengono pagati come fossero cinquemila. Infatti sono pagati a GIORNATA. Se un forestale fa 100 giorni viene pagato per 100 giorni e così via.
Sono l'ex segretario generale della CGIL siciliana e vi assicuro che si tratta di una scelta pulita, responsabile, socialmente saggia
di cui nessuno in Sicilia si deve vergognare,.
C'è invece da vergognarsi e molto per il trattamento dei dipendenti regionali sia economico che normativo. Ma questo tasto viene toccato raramente perchè...la borghesia non gradisce critiche o essere criticata.... Auspico che i sindacati dei dipendenti regionali avanzino una proposta di autoriforma. Decidano da soli di adeguarsi al resto d'Italia senza aspettare che sia qualcun altro a farlo. Ma per fare una cosa del genere ci vuole intelligenza e senso della propria dignità. Spero che si trovino.
Vorrei spezzare una lancia a favore dei lavoratori forestali siciliani che scandalizzano in ben pensanti con la pancia piena di tutta Italia che non trovano di meglio che sparlare dei lavoratori oggi aggrediti da tutti e non difesi dai loro sindacati che sono diventati maggiordomi del governo e del padronato. Il fatto che siano trentamila fa strillare allo scandalo mentre non si trova niente da dire sugli stipendi miliardari delle alte cariche della pubblica amministrazione compresa quella siciliana.
I lavoratori forestali sono braccianti agricoli appartenenti a 4 categorie : eccezionali, occasionali,abituali e permanenti. Gli eccezionali fanno 50 giornate l'anno, gli occasionali 100, gli abituali 150, i permanenti 200 ( ripeto a memoria ma non credo di sbagliare. Gli elenchi sono fatti un base ad una precisa legge che risale ad alcuni decenni. I lavoratori effettivi permanenti sono soltanto poche migliaia ed inadeguati tenuto conto che la Sicilia non è regione marinara come si può facilmente arguire dal fatto che è circondata dal mare ma una regione montagnosa la cui altitudine media è assai elevata. L'Etna è una delle montagne più alte di Europa. La divisione del lavoro in queste quattro categorie è stata fatta per dare lavoro e pane anche se un piccola quantità ai 400 comuni siciliani. La Sicilia ha 6 milioni di abitanti.
Se volete sapere la mia opinione i trentamila forestali sono pochi e questo giudizio può essere confermato dagli esperti della forestazione. Si tratta di trentamila persone che fanno un lavoro che potrebbe essere fatto soltanto da 5 mila di loro e che appunto vengono pagati come fossero cinquemila. Infatti sono pagati a GIORNATA. Se un forestale fa 100 giorni viene pagato per 100 giorni e così via.
Sono l'ex segretario generale della CGIL siciliana e vi assicuro che si tratta di una scelta pulita, responsabile, socialmente saggia
di cui nessuno in Sicilia si deve vergognare,.
C'è invece da vergognarsi e molto per il trattamento dei dipendenti regionali sia economico che normativo. Ma questo tasto viene toccato raramente perchè...la borghesia non gradisce critiche o essere criticata.... Auspico che i sindacati dei dipendenti regionali avanzino una proposta di autoriforma. Decidano da soli di adeguarsi al resto d'Italia senza aspettare che sia qualcun altro a farlo. Ma per fare una cosa del genere ci vuole intelligenza e senso della propria dignità. Spero che si trovino.
sabato 14 luglio 2012
le parole sono spie
Le parole sono spie
Il commento di Mario Monti al declassamento che l'Agenzia di Rating Mood's ha fatto dei titoli italiani con straordinaria tempistica legata allo svolgimento della vicenda finanziaria internazionale, è disvelatore della... sua assoluta complicità con le banche e gli organismi che si stanno "lavorando" l'Italia prosciugandola dei suoi beni e rendendola povera e pazza.
Monti ha usato due termini per affrontare il misfatto Moody's: disgrazia e punizione. Ora tutto si può dire della decisione di Moody's tranne che si tratti di una disgrazia. Il vocabolario italiano dice che disgrazia sta ad indicare evento tragico, doloroso: Esempio: ha avuto una vita piena di disgrazie Sinonimi: avversità, calamità, guaio, incidente, infortunio, tragedia. Dice inoltre: evento tragico, doloroso: Esempio: ha avuto una vita piena di disgrazie Sinonimi: avversità, calamità, guaio, incidente, infortunio, tragedia. Ora Moody's è un organismo che ha espresso un giudizio che danneggia l'Italia e non lo ha fatto contrariamente alla sua volontà o per errore ma deliberatamente e certamente in combutta con gli squali che agiscono mandandolo avanti e poi ci lucrano sopra succhiando il sangue dei popoli. Uno Stato che viene danneggiato in modo così grave in un momento delicatissimo della sua vita non commenta dicendo che è una disgrazia ma una pugnalata inferta da assassini finanziari killers di profittatori.
L'altro termine che ha usato Monti è stato "punizione". L'Italia viene punita ma di quali peccati? Chi è Moodys, chi sono i banditi che agiscono nell'ombra alle sue spalle per punirci? Chi dà a questi signori il potere di punirci o di premiarci? Chi sono? A quanto pare Monti riconosce a questi signori il potere di punirci anche se fa capire di ritinere la punizione ingiusta.
Debbo aggiungere che le altre reazioni di personaggi italiani ed europei alla decisione di Moody's sono state assai morbide. Il diritto di Moody's di giudicarci e di rovinarci non viene messo in discussione dal sistema politico istituzionale che è complice della speculazione finanziaria e non farà nulla ma proprio nulla di non dico estirparla ma soltanto moderarla e renderla meno cruenta e sanguinaria.
Mi confermo che Mario Monti governa ma per tutelare interessi stranieri all'Italia, interessi che negli ultimi dieci mesi ci hanno salassato di almeno un centinaio di miliardi di euro che non vedremo mai più.
Pietro Ancona
Il commento di Mario Monti al declassamento che l'Agenzia di Rating Mood's ha fatto dei titoli italiani con straordinaria tempistica legata allo svolgimento della vicenda finanziaria internazionale, è disvelatore della... sua assoluta complicità con le banche e gli organismi che si stanno "lavorando" l'Italia prosciugandola dei suoi beni e rendendola povera e pazza.
Monti ha usato due termini per affrontare il misfatto Moody's: disgrazia e punizione. Ora tutto si può dire della decisione di Moody's tranne che si tratti di una disgrazia. Il vocabolario italiano dice che disgrazia sta ad indicare evento tragico, doloroso: Esempio: ha avuto una vita piena di disgrazie Sinonimi: avversità, calamità, guaio, incidente, infortunio, tragedia. Dice inoltre: evento tragico, doloroso: Esempio: ha avuto una vita piena di disgrazie Sinonimi: avversità, calamità, guaio, incidente, infortunio, tragedia. Ora Moody's è un organismo che ha espresso un giudizio che danneggia l'Italia e non lo ha fatto contrariamente alla sua volontà o per errore ma deliberatamente e certamente in combutta con gli squali che agiscono mandandolo avanti e poi ci lucrano sopra succhiando il sangue dei popoli. Uno Stato che viene danneggiato in modo così grave in un momento delicatissimo della sua vita non commenta dicendo che è una disgrazia ma una pugnalata inferta da assassini finanziari killers di profittatori.
L'altro termine che ha usato Monti è stato "punizione". L'Italia viene punita ma di quali peccati? Chi è Moodys, chi sono i banditi che agiscono nell'ombra alle sue spalle per punirci? Chi dà a questi signori il potere di punirci o di premiarci? Chi sono? A quanto pare Monti riconosce a questi signori il potere di punirci anche se fa capire di ritinere la punizione ingiusta.
Debbo aggiungere che le altre reazioni di personaggi italiani ed europei alla decisione di Moody's sono state assai morbide. Il diritto di Moody's di giudicarci e di rovinarci non viene messo in discussione dal sistema politico istituzionale che è complice della speculazione finanziaria e non farà nulla ma proprio nulla di non dico estirparla ma soltanto moderarla e renderla meno cruenta e sanguinaria.
Mi confermo che Mario Monti governa ma per tutelare interessi stranieri all'Italia, interessi che negli ultimi dieci mesi ci hanno salassato di almeno un centinaio di miliardi di euro che non vedremo mai più.
Pietro Ancona
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